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venerdì 22 maggio 2009

Comunichiamo! Let's communicate! Comunicamos!

los pequeños campesinos en Zanzibar

from Kilimanjaro to Dar es Saalam on a local bus

in 3 donne a farmi le treccine!

The first thing I do when I arrive in a country is to get in touch with local people. I try in every way to communicate with them and if Italian, Spanish, English and French are not helping me, I start to gesticulate. Furthermore I find that the body is the true universal language.
We are guests, but paradoxically the healthy and constructive contact mainly depends on our willingness to have it and if we tend our hands to local people and look into their eyes, the initial suspicion turns into real intercommunication.
There is nothing better than seeing the change from a questioning eyes of a child in a genuine smile; the best reward is to see that the initial and prevented mocking of those who consider you a "curious stranger" can be converted into a spontaneous approach due on your capability on how and what way you "tourist" express yourself.
So, ultimately, if the real interest for the culture that embraces you replace the arrogance of feeling tourists, from the return journey you will not come back only with postcards printed on your photos, but also with the strong emotions sculpted in your heart.
In Zanzibar, I suffered a little stroll in fully clothed, most of its population is Muslim and shortened dresses are not well seen. Only in the beaches I have been able to wear bikini, shorts and t-shirt, I had to adapt, not with little difficulty, to respect their traditions. Before starting to read you must know not only the best route to go but what are the uses and customs of that country.
Communicate with those who have a completely different culture from yours fills the soul, enriches you and above all keeps you away from psychologists because, let us tell the truth, we all need, more or less, their help, with the rithm of our industrialized countries, where we continuously run from one place to another, breathe the smog, and in which is difficult to carve out a moment of tranquility, often we do not appreciate the simple things and the intrinsic meaning of life! Have the ability to learn to listen and understand, to come meet and find a dialogue in our society it is difficult ... has become a rare gift! But if we could do at least one trip a year we could rediscover our dormant and hibernating parts, and this would be a great awakening!

Francesca - Muzungumalaika


La prima cosa a cui mi dedico quando metto piede in un paese è il contatto umano con gli abitanti del luogo. Cerco in ogni modo di comunicare con loro e se l'italiano, lo spagnolo, l'inglese ed il francese non mi aiutano, inizio a gesticolare. Del resto trovo che, quello del corpo, sia il vero linguaggio universale.
Siamo noi gli ospiti, ma paradossalmente il sano e costruttivo contatto dipende sopratutto dalla nostra propensione ad averlo e se alla gente del posto tendi la mano guardandola negli occhi, l'iniziale diffidenza si trasforma in reale intercomunicazione.
Non c'è cosa migliore che vedere tramutare uno sguardo interrogatorio di un bimbo in un vero e proprio sorriso; la migliore gratificazione è vedere che il sogghignare iniziale e prevenuto di chi ti considera uno straniero curioso si converte in un avvicinamento spontaneo per quello che esprimi e per come lo esprimi.
Quindi, in definitiva, se l'interesse reale per la cultura che abbracci si sostituisce all'arroganza del sentirsi turista, da quel viaggio non ritornerai solo con delle cartoline stampate sulle tue fotografie, ma anche con delle forti emozioni impresse nel cuore.
A Zanzibar ho un pò sofferto nel gironzolare completamente vestita, la gran parte della sua popolazione è musulmana e non vede di buon occhio l'abito succinto. Solo nelle spiagge ho potuto indossare costume, pantaloncini e maglietta, mi sono dovuta adeguare, non con poche difficoltà, al rispetto delle loro tradizioni. Prima di partire bisogna documentarsi per conoscere non solo i migliori itinerari da percorrere ma quali sono gli usi e costumi di quello stesso paese.
Comunicare con chi ha una cultura completamente diversa dalla tua riempie l'anima, ti arricchisce e soprattutto ti tiene lontano dagli psicologi perchè, diciamoci la verità, tutti quanti ne avremmo bisogno, chi più chi meno, con il ritmo dei nostri paesi industrializzati, dove continuamente si corre da una parte all'altra, respiriamo lo smog, dove è difficile ritagliarsi un momento di tranquillità, spesso non si apprezzano le cose semplici ed il significato intrinseco della vita! Avere la capacità di sapere ascoltare e comprendere, di venirsi incontro e dialogare nella nostra società è difficile... è diventata una rarissima dote! Ma se potessimo fare almeno un viaggio all'anno riscopriremmo parti di noi assopite ed in letargo e sarebbe un bel risveglio!

Francesca - Muzungumalaika



La primera cosa que hago cuando pongo los pies en otro país es buscar un contacto real con los abitantes del lugar que visito. Intento por todos los medios de comunicarme con ellos y si el Italiano, Español, Inglés y Francés no me ayudan, empiezo a gesticular. Además me parece que exprimirse en cualquier manera es el verdadero lenguaje universal.
Somos extranjeros en tierras desconocidas y pienso que el contacto sano y constructivo depende principalmente de nuestra propensión al tenerlo y si les tiendes la mano y les miras directo a los ojos, la sospecha inicial se puede convertir en auténtica intercomunicación. No hay nada mejor que ver convertirse una mirada interrogatoria de un niño en una verdadera sonrisa, no hay mejor presente que ver que el "bromear inicial " de quien te considera un "curioso turista" se convierte en un enfoque espontáneo por lo que tu exprimes y por como lo exprimes. Así que, en última instancia, si el interés real de la cultura que acercas se sustituye a la arrogancia de presentarse como el turista que trae dinero, desde el viaje vuelveras no sólo con postales impresas en tus proprias fotografías, sino también con las emociones fuertes traidas en el corazón.
En Zanzíbar, he sufrido tanto porque tenia que vestir con ropas largas, como la mayoría de la población es musulmana y no les gusta ver a los turistas con vestidos cortos. Sólo en las playas me pude poner mi traje de baño, camisa y pantalones cortos, tuve que adaptarme, no con pocas dificultades, por el respecto de las tradiciones. Entonces mi consejo es que antes de partir uno tiene que informarse no sólo de los itinerarios sino también de los usos y costumbres de ese país. Comunicarse con aquellos que tienen una cultura completamente diferente de la tuya te llena el alma, te enriquece y, sobre todo, te mantiene alejado del psicólogo, ya que en verdad todos lo necesitarìamos: con el ritmo de nuestros países industrializados, donde se va de prisa continuamente de un lugar a otro, se respira aire contaminado y donde es difícil encontrar momentos tranquilos, a menudo no se aprecian las cosas sencillas y el significado intrínseco de la vida! La capacidad de aprender a escuchar y comprender, de acercarse dialogando en nuestra sociedad se parece cosa tan difícil y rara! Pero si pudiéramos hacer al menos un viaje por año para volver a descubrir las partes latentes y hibernadas que nosotros traemos en la vida cuotidiana, sería un gran despertar!

Francesca - Muzungumalaika




10 commenti:

Salva ha detto...

Bel post Franci. Ne avevo fatto pure io sul mio blog con lo stesso titolo.

Trovo molto bella questa riflessione, da non tornare da turista con foto da cartoline, ma sopratutto cercare di vivere le tradizioni, o anche la vita quotidiana per capire. Infatti come ho sempre detto: un paese si capisce se si pratica la gente comune. Forse meglio: la gente umile.
Molti turisti si vantano di aver conosciuto un paese, mentre in realtá si son soffermati solo in alloggi da Hotel turistici, con cocktail in mano, per poi dire: come stanno male li. Mah, doppiamorale totale spesso!

Proprio per questo trovo molto bella la tua riflessione. Condivido in pieno!!

Un abbraccio Franci,
Salva :)

Francesca Romana ALEGI ha detto...

Grazie Salva:
ho subito provveduto a cambiare il titolo, anzi scusa, queste frasi si utilizzano spesso!
Si se avessimo tutti la stessa filosofia nel viaggiare staremmo tutti molto meglio, ma viaggiare è soggettivo e magari il mio modo di vedere il viaggio è differente da alte persone, ma a certi gradi di maturità ci si arriva anche e solo con l'esperienza!
Un abbraccio!

Salva ha detto...

Ma dai Franci, non intendevo questo per farti cambiare titolo. Anzi, mi ha fatto piacere! E poi, mica ho i diritti di autore di titoli io...;) lol

Io comunque la vedo pure cosi. Ovunque sono andato sino ad oggi, mai sembrato o comportato da turista. Ho sempre cercato e avuto il contatto con le persone del posto. E se possibile sempre dormito da amici, famiglie, o piccolissimi umili alberghi!
Hotel di lusso, sinceramente non fanno molto per mé! Mi ci sentirei strano.

N'abbraccio,
Salva

LADY ROOTS ha detto...

Sistren Francesca,

Peaceful greetings from Jamaica.

I believe that when we travel we should leave our preconceived notions, prejudices and expectations at home. Part of the adventure of travel is meeting those who live where you wanted to visit.

Most people get out of travel exactly what they put into it. I can't understand why people travel thousands of miles to come here to Jamaica and then stay in an enclosed all inclusive hotel! They miss out on the beauty of the real Jamaica.

Bless Up,
Lady Roots

Irtiza104 ha detto...

Hi, it can be understood that you love to travel and all that different languages you know must come in really handy. but ya, the most effective of all is body language. one can express much more with out saying anything through this process.

it's nice to know that you have such respect for different cultures. keep it up my friend.

peace

Blessing Sunday Osuchukwu ha detto...

Ciao sorella,
Come state? Spero che tutta la famiglia stia bene. E come vanno le cose in generale? Mi sono trovato abbastanza impegnato con l'associazione ultimamente, assieme agli altri impegni, da non permettermi di girare per salutare gli amici.... comunque, vi auguro un buon inizio settimana!

roentarre ha detto...

A happy journal with blue sky and white sand. So beautiful. I love your blog as it reminds me a long overdue holidays!

Francesca Romana ALEGI ha detto...

Salva:
certo lo so, ma credo che l'individualità sia ragione di originarietà, perchè mettere un titolo uguale al tuo quando posso cambiare?

Sistren Lady Roots:
you got the point, right, that is exactly what I wanted to express!
Big kiss!

Irtiza:
thanks for your nice comment, I really appreciate it. Yes always respect also towards those cultures with whow we don't agree much!


Blessing:
beh è sempre buono essere occupati, soprattutto con una associazione come la tua!
Un grande abbraccio!

rosy ha detto...

Ciao Francesca, scusami ma ti ho un po trascurata.
Come stai? belle foto. Un bacione a te e uno speciale ai bimbi
Ti abbraccio

Francesca Romana ALEGI ha detto...

Rosy:
non ti preoccupare, neanche io ho avuto molto tempo nel dedicarmi alle visite agli amici bloggers, anzi fra poco dovrei entrare a far parte di un progetto in rete di una nuova network italiana (ne parlerò presto) che mi distoglierà ancor più dal mio blog e dagli amici. Spero tu stia bene! Con i capelli corti stai benissimo!
Un abbraccio!