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venerdì 13 marzo 2009

Il Kilimanjaro in Tanzania (2°parte)

Mode of ascent of Kilimanjaro:
The Kilimanjaro, unlike most of the high mountains, is accessible to hikers in good normal health, properly equipped and accompanied by professional guides. To arrive to the top the best period is between August and November.
A curiosity: the youngest to reach the summit was a boy of 11 years, the oldest was 74!
The highest point of the massif is the Uhuru Peak. Slightly further down is Gillman's Point which, together with Uhuru, is the goal of every hiker, while the peaks of Mawenzi are reserved for experienced mountaineers.
Go to Tanzania without "climbing" Kilimanjaro is a real shame ... unfortunately our group had to give up this opportunity, as 3 weeks in this country are not enough to visit all ..
You need at least seven days (5 days going up and 2 days falling back ) sleeping in shelters on the way.
5 are the paths that lead to the top: the Marangu, Shira, Machame, Umbewe and Mweka. All are well defined and provided with shelter and water. If you follow the Marangu route, the one we ran, it takes about 5 days to go (80 km).It begins with a height of 1860 m, through the "rain forest" you arrive at Mandara hut at 2.725m, near the crater Maundi. We just arrived up there ... if you continue to trail the landscape changes. You will move from forest to meadow "mountain", with large erica's trees , reaching Horombo refuge (3780 m). The landscape from here on is changing to a bare and rocky terrain until the last refuge at 4740 m. The final climb starts before dawn and it is the most difficult, it takes about 5 hours to get to the crater at 5685 m. But the highest point is reached with another hour of walking, Uhuru Peak at 5895 m.



discesa a valle con "non chalance"!

Modalità di ascesa del Kilimanjaro:

Il Kilimanjaro, a differenza della maggior parte delle alte montagne, è accessibile per buoni escursionisti in normali condizioni di salute, purchè adeguatamente equipaggiati e accompagnati da guide professioniste. Per raggiungere la vetta il periodo migliore è tra agosto e novembre.
Una curiosità: il più giovane ad arrivare fino in vetta è stato un ragazzino di 11 anni, il più anziano invece aveva 74 anni!
Il punto più alto dell'intero massiccio è il picco Uhuru. Leggermente più in basso si trova Gillman's Point che, assieme a Uhuru, costituisce l'obiettivo di ogni escursionista, mentre i picchi del Mawenzi sono riservati agli alpinisti provetti.
Andare in Tanzania senza avere la possibilità di "scalare" il Kilimanjaro è un vero peccato ... purtroppo il nostro gruppo ha dovuto rinunciare a questa opportunità in quanto 3 settimane non sono sufficienti per visitare tutto e bene... Per "scalare" il Kilimanjaro occorrono almeno sette giorni (5 per salire, 2 per ridiscendere), dormendo nei rifugi che mano a mano si incontrano. Sono 5 i sentieri che portano alla cima: il Marangu, lo Shira, il Machame, l'Umbewe e il Mweka. Tutti sono ben definiti e provvisti di rifugi ed acqua. Se si segue il sentiero Marangu, quello che abbiamo percorso noi, ci vogliono circa 5 giorni per salire (80 km). Si inizia ad un' altezza di 1860 m e, attraverso la "rain forest", si arriva al rifugio Mandara a 2.725 m, vicino al cratere Maundi. Noi siamo arrivati fino a qua ... se si continuasse lungo il sentiero si passerebbe dalla foresta a prato "alpino", con grandi alberi di erica, fino a raggiungere il rifugio Horombo (3780 m). Il paesaggio da qui in poi cambia ulteriormente e si passa ad un terreno roccioso e spoglio, fino ad arrivare all'ultimo rifugio a 4.740 m. La salita finale inizia prima dell'alba ed è la parte più difficile: ci si impiegano circa 5 ore ad arrivare al cratere a 5.685 m. Ma il punto più alto si raggiunge con un'ulteriore ora di cammino, Uhuru Peak a 5.895 m.


Modo de ascensión del Kilimanjaro:

El Kilimanjaro, a diferencia de la mayoría de las altas montañas, es accesible a los excursionistas de buena salud, siempre y cuando estan debidamente equipados y acompañados por guías profesionales. Para llegar arriba la mejor temporada es entre agosto y noviembre.
Una curiosidad: el más jóven que subiò hasta la cumbre fué un muchacho de 11 años y el más anciano 74!
El punto más alto del macizo es el Uhuru Peak. Un poco más abajo está Gillman's Point, que, junto con Uhuru, es el objetivo de cada caminante, mientras que los picos de Mawenzi están reservados para alpinistas con experiencia.
Ir a Tanzania sin "subir" el Kilimanjaro es una verdadera vergüenza ... por desgracia, mi grupo tuvo que renunciar a esta oportunidad, como 3 semanas en este país no son bastante para visitarlo todo. Para " subirlo "el Kilimanjaro requiere por lo menos siete días (5 por ascenso y 2 por volver a bajar) dormiendo en los refugios que se encuentran por el camino. 5 son las vìas que conducen a la parte superior: el Marangu, Shira , Machame, Umbewe y Mweka. Todos se encuentran con viviendas y agua. Cogiendo la ruta Marangu y fue nuestro caso, se necesita por lo menos 5 días para llegar (80 km). Se empieza con una altura de 1860 metros y a través de la "selva" se llega al refugio Mandara a 2.725 m, cerca del cráter Maundi. Lleguemos hasta aquí ... pero continúando por el camino el paisaje cambia. Se muda de bosque a pradera "montaña", con grandes árboles de erica, llegando hasta el refugio Horombo (3780 metros). El paisaje de aquí en adelante cambia en suelo pedregoso y desnudo hasta el último refugio a 4740 m. El último ascenso se inicia antes del amanecer y es el más difícil, se tarda unas 5 horas para llegar al cráter a 5685 m. Pero el punto más alto se alcanza con otra hora de camino llegando, por fin, al pico Uhuru a 5895 m.



prima dell'"inzaccheramento"

31 July 1998:

The alarm clock is at 7:00, at 7:45 breakfast. We are a little undecided on what to do, because the night before it rained a lot, but at the end, after the suggestion of some local people, we decide to start our short trekking. Accompained by two guides we take the Marangu route. Our goal is to reach the first hut called Mandara, at 2.750 m, it takes on average 4 hours, crossing a vast area of tropical forest. The first section (about 2 hours) is pleasant, the trail is easily accessible. But then, unfortunately, the situation worsens, the land becomes increasingly muddy and slippery: we must try to walk on the edge of the path to avoid dirtying. We are not equipped with hiking shoes, but we are walking with simple running shoes and then. .. imagine the scene! Tragic and comic at the same time. We arrive to Mandara hut at 13.00 p.m., with many difficulties, using twice the time. It's quite cold around, and at this height (we already knew this) the Kilimanjaro's peak is not visible. We take a break: we eat on what is left of our stocks and we are already on the way back. This time we help eachother with the support of clubs to avoid slip and walk into the mud, the shoes are unrecognizable anyway! Between one thing and another we reach the hotel at 17.30 ..., we are quite tired and hungry... dinner and go to bed early ... tomorrow we leave for Zanzibar!

ai bordi del sentiero infangato. Luca avanti, io dietro!

31 luglio 1998:

La sveglia è alle 7.00 e alle 7.45 facciamo colazione.
Siamo un pò indecisi sul da farsi, visto che la sera prima aveva piovuto tanto, ma alla fine, previo consiglio di alcuni abitanti del luogo, decidiamo di intraprendere comunque il nostro facile trekking, utilizzando il sentiero di Marangu e facendoci accompagnare da due guide. La nostra meta è arrivare al primo rifugio chiamato Mandara, a quota 2.750, ci si impiega in media 4 ore, attraversando una vasta area di foresta tropicale. Il primo tratto (2 ore circa) é piacevole, ci tranquillizziamo nel vedere che il sentiero è facilmente percorribile. Purtroppo nel salire la situazione peggiora: il terreno diventa sempre più fangoso e scivoloso. Dobbiamo cercare di camminare ai bordi del sentiero per evitare di inzaccherarci il meno possibile, impresa ardua e di scarso successo, infatti non siamo equipaggiati con scarpe da trekking ma camminiamo con misere scarpe da ginnastica e quindi... immaginatevi la scena! Tragica e comica allo stesso momento! Alle 13.00 arriviamo con non poche difficoltà al rifugio Mandara, impiegandoci il doppio del tempo. Fa molto freddo, per cui non abbiamo molta voglia di guardarci attorno anche perchè, già lo sapevamo, la vetta da questa altezza non è visibile. Il tempo di mangiare quello che è rimasto delle nostre scorte e siamo già sulla via del ritorno. Questa volta ci armiamo di bastoni di sostegno per evitare di scivolare e camminiamo dentro il fango, tanto ormai le scarpe sono irriconoscibili! Tra una cosa e l'altra siamo in albergo alle 17.30, ci riconsoliamo con una buona cena e a letto presto ... domani si parte per Zanzibar!

Mariella, Luca, Massimo e Francesca, infreddoliti ma divertiti!


31 de Julio 1998

Nos despertamos a las 7:00 con desayuno a las 7:45. No sabemos lo que hacer, como el dìa antes habia bastante llovido. Pero, al final, bajo consejo de una gente del pueblo, decidemos partir por la vía Marangu, acompañados por dos guías. Nuestro objetivo es llegar al primer refugio llamado Mandara, a 2.750 m, se tarda una media de 4 horas, cruzando una amplia zona de bosque tropical. La primera sección (aproximadamente 2 horas) es muy agradable y tranquila, el sendero es de fácil acceso. Pero de aquì en adelante la situación empeora, el terreno se vuelve cada vez más fangoso y resbaladizo. Hay que tratar de caminar sobre el borde de la ruta para evitar de insuciarnos, impresa difícil y de poco éxito, como no estamos equipados con calzado de senderismo, sino con simples zapatillas. Que show! Trágico y cómico al mismo tiempo. Llegamos a las 13:00 con muchas dificultades al Mandara Hut, con el doble de tiempo. Hace bastante frío: no tenemos tanta gana de mirar alrededor, como ya sabemos que a esta altura el pico del Kilimanjaro no es visible. El tiempo necesario para comer lo que queda de nuestras poblaciones que ya estamos en el camino de regreso. Nos armamos de unos clubes como apoyo para ayudarnos en el descenso y para evitar de caer y caminar en el lodo, por lo que ahora los zapatos están irreconocibles! Entre una cosa y otra llegamos en hotel a las 17.30, estamos cansados y ... tenemos tremenda hambre! Entonces cena y a dormir temprano ... que mañana nos espera Zanzíbar!

alla meta intirizziti ... Nadia, la guida, Mariella, Francesca e Massimo !


Il Kilimanjaro in Tanzania (1°parte)

Vista del vulcano dall'aereo

If one day you decide to visit Tanzania, I advise you strongly not to miss the opportunity to reach the summit of Kilimanjaro, I didn't succeeded ... I just came up to 2.700, but it's worth it! To do this it takes at least 6 days and a good dose of courage ...

Se doveste un giorno decidere di visitare la Tanzania, vi consiglio vivamente di non perdervi l'opportunità di raggiungere la vetta del Kilimanjaro, io non ci sono riuscita, sono arrivata fino ai 2.700, ma ne vale la pena! Per farlo occorrono almeno 6 giorni ed una buona dose di coraggio...


Si un día deciden visitar Tanzanía, les recomiendo verdaderamente de no perder la oportunidad de llegar a la cumbre del Kilimanjaro ... yo no lo pude lograr... llegué hasta 2.700 metros, pero vale la pena! Para subirla se necesita un mínimo de 6 días y una buena dosis de coraje ...

The Kilimanjaro (or Kilimanjaro), with its three volcanic cones, Kibo (which still shows signs of activity in the form of fumaroles), Mawenzi (5149 m) and Shira, the oldest (3962 m), is a dormant stratovolcano located in the north-eastern Tanzania. With its 5895 meters is the highest mountain on the African continent and one of the highest volcanoes in the world. Between Kibo and Mawenzi lies a platform of about 3600 ha so called the "saddle", which is the largest area of tundra hill in Africa. In 2003, scientists have found that a certain amount of liquid magma (lava) is located just 400 meters below the crater: it is feared that the volcano could collapse (or explode), as did Mount Saint Helens (United States) in 1980 . Even if we don't have precise information on when it was the last significant eruption, some local legends suggested that there has been one about 170 years ago.

Il Kilimanjaro (o Kilimangiaro), con i suoi tre coni vulcanici Kibo (che mostra ancora dei segnali di attività in forma di fumarole), Mawenzi(5149 metri) e Shira il più antico (3962 m), è uno stratovulcano inattivo, situato nella Tanzania nord-orientale. Con i suoi 5895 metri è la montagna più alta del continente africano e uno dei vulcani più alti del mondo. Tra il Kibo e il Mawenzi giace una piattaforma di circa 3600 ettari chiamata “la sella”, che costituisce la maggiore area di tundra di altura in Africa. Nel 2003 gli scienziati hanno constatato che una certa quantità di magma fluido (lava) si trova a soli 400 metri sotto il cratere: si teme quindi che il vulcano possa collassare (o esplodere) come fece il Mount Saint Helens (Stati Uniti) nel 1980.Anche se non si hanno informazioni precise su quando sia avvenuta l'ultima eruzione, alcune leggende locali fanno pensare che ce ne sia stata una circa 170 anni fa.

El Kilimanjaro (o Kilimanjaro), con sus tres conos volcánicos, Kibo (que todavía muestra signos de actividad en forma de fumarolas), Mawenzi (5149 m) y Shira, la más antigua (3962 m), es un estratovolcán inactivo situado en el noreste de Tanzanía. Con sus 5895 metros es la montaña más alta del continente africano y uno de los volcanes más altos del mundo. Entre el Kibo y Mawenzi se encuentra una plataforma de 3600 ha denominada "montura", que es la mayor zona de tundra en la colina de África. En 2003, los científicos han encontrado que una cierta cantidad de líquido de magma (lava) está situado a sólo 400 metros por debajo del cráter: se teme que el volcán podría derrumbarse (o explotar), así como el Monte Saint Helens (Estados Unidos) en 1980 . No se dispone de información precisa cuando fué la última gran erupción, se dice que pasò 170 años atrás.

The top of the volcano is covered by a permanent glacier. The forecast on the disappearance of the glacier was done by researchers at Ohio State University (OSU), which sadly, had to realize thow this calculation is true. In 2002, Lonnie Thompson, professor of geological sciences dell'OSU, considered the perennial snows of the highest peak of the whole Africa among the victims of global warming, estimating that the disappearance of ice cover would have to occur between 2015 and 2020 . The data from recent shipments, in fact, show a loss of surface ice coverage between 1912 and 2000 by about 82%. The aerial photographs instead show the differences between 1962 and 2000: the loss of thickness on the top is at least 17 meters, or an average of about half a meter per year. The last shipment of Thompson has studied the northern edge of the blanket, a wall of ice 50 meters high, which was withdrawn about 5 meters and has lost about 2 meters thick. "The ongoing process - explained Thompson - it is really dramatic. We tested both on the field or from aerial shots of the top of the mountain. In all likelihood, also the loss of ice is undergoing substantial acceleration. Now we need further experimental measurements that confirm the current valuations. "

La sommità del vulcano è ricoperta da un ghiacciaio perenne.La previsione sulla sparizione del suo ghiacciaio fu fatta dai ricercatori della Ohio State University (OSU),i quali tristemente, hanno dovuto constatare come quest'ultima si stia avverando. Nel 2002 Thompson, docente di scienze geologiche dell’OSU, considerò le nevi perenni della cima più alta di tutta l’Africa tra le vittime del riscaldamento globale, stimando che la sparizione della copertura di ghiaccio avrebbe dovuto verificarsi tra il 2015 e il 2020. I dati ricavati da spedizioni recenti, in effetti, mettono in evidenza una perdita di superficie della copertura glaciale tra il 1912 e il 2000 di circa l’82%. Le fotografie aeree invece mostrano le differenze tra il 1962 e il 2000: la perdita di spessore sulla cima è di almeno 17 metri, ovvero, in media, di circa mezzo metro all’anno. L’ultima spedizione di Thompson ha studiato il margine settentrionale della coltre, una parete di ghiaccio alta 50 metri, che si è ritirata più o meno di 5 metri e ha perso circa 2 metri di spessore. “Il processo in corso – ha spiegato Thompson – è veramente drammatico. L’abbiamo verificato sia sul campo sia da riprese aeree della cima della montagna. Con tutta probabilità, inoltre la perdita di ghiaccio sta subendo un’accelerazione notevole. Ora abbiamo bisogno di ulteriori misurazioni sperimentali che confermino le attuali valutazioni.”

La cima del volcán está cubierta por un glaciar. La previsión sobre la desaparición del glaciar se ha hecho por investigadores de la Universidad Estatal de Ohio (OSU), que, lamentablemente,tuvo que ver cómo la previsión es verdadera. En 2002, Lonnie Thompson, profesor de ciencias geológicas dell'OSU, considerò la nieve peremne de la cima más alta de toda África entre las víctimas del calentamiento global, estimando que la desaparición de la cubierta de hielo tendría que producirse entre 2015 y 2020 . Los datos de los últimos envíos, de hecho, muestran una pérdida de superficie de cobertura de hielo entre 1912 y 2000 de un 82% . Las fotografías aéreas muestran las diferencias entre 1962 y 2000: la pérdida de espesor en la parte superior es por lo menos 17 metros, aproximadamente medio metro por año. El último envío de Thompson ha estudiado el extremo norte de la manta, un muro de hielo de 50 metros de altura, que fue retirada alrededor de 5 metros y ha perdido cerca de 2 metros de espesor. "El proceso en curso - explicó Thompson - es realmente espectacular. Lo hemos averiguado tanto en el ámbito aéreo que desde arriba de la montaña. Con toda probabilidad, también la pérdida de hielo está sufriendo una aceleración. Ahora necesitamos más medidas experimentales que confirmen las actuales valoraciones ".

venerdì 27 febbraio 2009

Serengeti on the road!


Just a step away from heaven and in the immense spaces of your land ...
the landscape changes and the sunset is tinged with new colors ...
but music is always harmonically the same ...

In the deep silence of night, under the starry sky,
find the essence of my being ...

Ad un passo dal cielo e negli spazi immensi delle tue terre...
il paesaggio cambia e il tramonto si tinge di nuovi colori...
ma la musica è sempre, armonicamente la stessa...

Nel profondo silenzio della sera, sotto il cielo stellato,
ritrovo l'essenza del mio essere..


A un paso del cielo y en los inmensos espacios de tu tierra ...
el paisaje cambia y el atardecer se encuentra con nuevos colores ...
pero la música es siempre la misma armónica ...

En el profundo silencio de la noche, bajo del cielo estrellado,
encuentro la esencia de mi ser ...



The Serengeti National Park is one of the most important protected areas of Eastern Africa, as well as one of the main tourist attractions.It covers an area of 14,763 km ² and is located in northern Tanzania, between the border with Kenya and Lake Victoria.
It was declared World Heritage by UNESCO in 1981.

One million wild animals ... a brief but frantic quest for conquest of territory and its coupling, a long and exhausting march for the annual exodus to the north, when moving through water infested with crocodiles is a column that reaches 40 km length, and an explosion of births that reached the 8000 shares a day before they restart the pilgrimage of 1,000 km. It is estimated that each year 6 million hooves trample the prairie ...

The human presence in the Serengeti since ancient times is evidenced by paleontological discoveries of extraordinary importance, in these wonderful plains you can find the famous
Olduvai’s site, where were found the remains of Austalopithecus boisei, a ominide dating back to about 1 , 5 million years ago.

The Serengeti is famous for its exceptional wealth of wildlife, making it one of the most representative of the ecosystem of savannah Africa. There are, among others, the so-called "big five": elephant, lion, leopard, (black) rhino and buffalo.

The southern part of the park consists of vast arid grasslands, interrupted by hills of metamorphic rock, often surrounded by bushes and trees, and known locally as kopjes.
These small rocks are surfaced as a result of soil erosion from the surrounding weather.



Il Parco nazionale del Serengeti è una delle più importanti aree naturali protette dell'Africa Orientale, oltre che una delle principali attrazioni turistiche. Ha una superficie di 14.763 km², e si trova nel nord della Tanzania, tra il confine con il Kenya ed il lago Vittoria. È stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1981.

Un milione di animali selvatici… una breve, ma frenetica ricerca di conquista del territorio e relativo accoppiamento, una lunga ed estenuante marcia per l’annuale esodo a nord, quando a muoversi attraversando acque infestate da coccodrilli è una colonna che arriva a 40 km di lunghezza, infine una esplosione di nascite che raggiunge gli 8.000 parti al giorno, prima che ricominci il pellegrinaggio di 1.000 km. Si stima che ogni anno 6 milioni di zoccoli calpestano le sue praterie...

La presenza umana nell'area del Serengeti fin da tempi antichissimi è testimoniata da ritrovamenti paleontologici di straordinaria importanza; nella pianura del Serengeti si trova il celebre sito di dove sono stati trovati i resti dell' Austalopithecus boisei, un ominide risalente a circa 1,5 milioni di anni fa.

Il Serengeti è celebre soprattutto per la sua eccezionale ricchezza faunistica, che ne fa una delle regioni più rappresentative dell'ecosistema della savana subsahariana. Vi si trovano, tra l'altro, tutti e cinque i cosiddetti "
big five": elefante, leone, leopardo, rinoceronte (nero) e bufalo.

La parte meridionale del parco è costituita da vaste praterie aride, interrotte da collinette di roccia metamorfica spesso circondate da cespugli e alberi, e note localmente come kopjes.
Queste piccole formazioni rocciose sono affiorate in seguito all'erosione del terreno circostante da parte degli agenti atmosferici.




El Parque Nacional de Serengueti es uno de los más importantes áreas protegidas del Este Africa, así como una de las principales atracciones turísticas.
Abarca una superficie de 14.763 km ² y está situado en el norte de Tanzania, entre la frontera con Kenya y el Lago Victoria.
Fue declarado Patrimonio de la Humanidad por la UNESCO en 1981.

Un millón de animales salvajes ... una breve pero frenética búsqueda de la conquista de territorio y de su acoplamiento, una larga y
agotadora marcha por el éxodo anual hacia el norte, cuando se desplaza por el agua infestada de cocodrilos: una columna que llega a 40 kilometros longitud, y una explosión de nacimientos que llegan hasta a las 8.000 por día antes de que se reinicie la peregrinación de 1.000 km.
Se estima que cada año 6 millones de pezuñas pisotean la pradera ...

La presencia humana en el Serengeti desde tiempos inmemoriales se pone de manifiesto en los descubrimientos paleontológicos de extraordinaria importancia, en las llanuras de Serengeti se encuentra el famoso sitio de Olduvai, donde se aparecieron los restos de Austalopithecus boisei, un ominide que remonta a alrededor de 1 , 5 millones de años atrás.

El Serengeti es famoso por su excepcional riqueza de la fauna silvestre, por lo que es una de las más representativas del ecosistema de sabana de África. Existen, entre otros, los
"cinco grandes": elefante, leon, leopardo, rinocerontes (negro) y búfalo.

La parte sur del parque se compone de grandes pastizales áridos, interrumpido por cerros de rocas metamórficas, a menudo rodeados de arbustos y árboles, y conocido localmente como kopjes
Estas pequeñas piedras se aparecieron como resultado de la erosión del suelo de los alrededores del tiempo.


Un ghepardo che sbadiglia sul kopjes
28 july 1998

Here we are in the Serengeti Nat. Park for our last game drive, in fact with this last visit we close the visit of parks in this wounderful land, sigh ... but the emotions still: we could directly assist to a massive migration of gnu, moving toward Kenya ... a stunning scene, we are astonished by the sight of so many animals all together ... and I realize how human beings are powerless in front of "Mother Nature."

On the way we meet impala, gazelles and zebras ... at the beginning of this adventure we were so exited to watcht at the movement of any fellow with legs or wings,but then , with the passing of the days , we needed to see animals never seen before, for this reason the search became more spasmodic until a next new sight. This happens with the leopard: we ran after him until the day we found him on the high top of a tree! Or on the way back a lioness with her puppies intent to sleep! Well, every discover sight is a source of great satisfaction for the group and any occasion you are ready to capture the magic moment with cameras and all kind of zooms ... Yes, they are the protagonists of the moment! Who will win the award among us for the best picture?


28 Luglio 1998

Ed eccoci nel Parco Nazionale del Serengeti per il nostro ultimo game drive, di fatti si chiude qui il capitolo dedicato alla visita dei parchi, sigh! Ma le emozioni continuano: assistiamo in "diretta" ad una massiccia migrazione di gnu, si stanno spostando verso il Kenia ... uno spettacolo grandioso! Rimaniamo attoniti alla vista di così tanti animali tutti insieme e mi rendo conto di quanto noi esseri umani siamo impotenti di fronte a nostra "Madre Natura"!

Sul nostro cammino incontriamo impala, gazzelle e zebre ... all'inizio di questa avventura ci si entusiasmava per qualsiasi essere che si muoveva ed aveva o delle zampe o delle ali, ma poi con il passare dei giorni si spera di vederne di nuovi e la ricerca diventa sempre più spasmodica fino a quando non se ne avvista uno. Così è stato per il leopardo che dopo giorni riusciamo a scovare in alto sopra ad un albero e di cui si intravede la sagoma e le zampe a penzoloni, oppure sulla strada del ritorno una leonessa con i suoi cuccioli intenti a farsi la "pennichella" pomeridiana! Beh, ogni avvvistamento è motivo di grande soddisfazione per il gruppo e ad ogni occasione si è pronti ad immortalare il magico momento con macchine fotografiche e zoom di tutti i generi ... Si, sono loro i protagonisti del momento! Chi vincerà il premio per la migliore fotografia?

28 de julio de 1998

Aquí estamos en el Parque Nacional de Serengueti para nuestro último "game drive", entonces aquí termina el capítulo dedicado a la visita a los parques de esta linda tierra, sigh! Pero las emociones siguen: podemos ver en "vivo" a una migración masiva de gnu, se está desplazando hacia Kenia ... un gran espectáculo! Seguimos asombrados al ver tantos animales juntos y me doy cuenta de cómo los seres humanos son impotentes ante nuestra "Madre Naturaleza"!

En nuestro game-drive hemos encontrado impala, gacelas, cebras ... al empezar con el safari todos teniamos un entusiasmo a ver cualquier animal con piernas o alas, pues con el pasar de los días esperabamos ver animales nunca vistos antes y entonces la búsqueda era siempre mas espasmódica hasta una nueva descubierta! Así fue por el leopardo : después de algunos días lo podimos encontrar sobre la alta cima de un árbol , o en el camino de regreso una leona que con sus cachorros dormìa por la siestecita del medio dìa !Bueno, cada avvvistamento es una fuente de gran satisfacción para el grupo y cualquier ocasión es buens para colgar el momento mágico con cámaras y zoom de todo tipo ... Sí, son ellos los protagonistas del momento! ¿Quién va a ganar el premio por la mejor fotografía?


Our day is coming to an end ... we plant our tents in a campsite without any type of fence, behind and in front of us the wilderness, with no toilets, well it doesn't matter, who cares? There are shrubs such as bath ... Our guarantee only the armed rangers.
Dinner around a beautiful bonfire, our stocks are about to end! There are those who have had the wonderful idea of bringing with them "tequila", we cheers on our journey ... we prepare for the very wild night ... it makes a certain effect to sleep in the middle of the savannah, some have even a little fear, for certain noises that interrupt the silence of the night ... "

this space and this time I feel they are myne
as if I had always known and as if I had never left ...

Francesca - Muzungumalaika


La nostra giornata sta volgendo al termine ... piantiamo le nostre tende in un camping senza nessun tipo di recinzione, alle spalle e di fronte la natura selvaggia, senza servizi igienici, e va bene, che succederà mai? Ci sono i cespugli come bagno... unica nostra garanzia i rangers armati.
Si cena attorno ad un bel falò, è una settimana che mangiamo scatolette ed alimenti sottovuoto, le scorte stanno per finire! C'è chi ha avuto la magnifica idea di portarsi dietro la "tequila", stasera si brinda al nostro viaggio ... ci prepariamo per la nottata very wild...fa un certo effetto dormire nel bel mezzo della savana, qualcuno ha anche un pò paura, per i rumori ed i versi strani che interrompono il silenzio della notte..."

questo spazio e questo tempo lo sento mio,
come se l'avessi sempre conosciuto e come se non mi avesse mai abbandonato...

Francesca - Muzungumakaika


Nuestro día está llegando a su fin ... plantamos nuestras carpas en un camping sin ningún tipo de valla o proteccion, detrás y delante la naturaleza, nuestros baños los harbustos ... y nuestra unica garantía sólo los guardas armados.
Cena al rededor de una hermosa hoguera, es una semana que comemos alimentos enlatados y se estan acabando! Hay quien han tenido la maravillosa idea de traer la "tequila", brindamos a nuestro viaje! ... Nos preparamos para la noche muy salvaje ... hace un cierto efecto a dormir en medio de la sabana, alguien tiene un poco de miedo por el ruido que interrumpe el silencio de la noche ...

este espacio y este momento lo siento mio
como si siempre lo había conocido y como si nunca me había abandonado ...

Francesca
- Muzungumalaika


mercoledì 25 febbraio 2009

Lo attraversiamo o no? Cross it or not ? Lo cruzamos?



L'Arusha National Park prende il nome dal popolo Warusha che vive nelle sue vicinanze. E' il più piccolo tra tutti i parchi del Nord della Tanzania (139 kmq). Al suo interno è presente il monte Meru, la seconda montagna più alta del paese (4.566 metri sopra il livello del mare), il cratere di Ngurdoto ed i laghi Mamela che fanno da sostegno permanente alla fauna selvatica ed è luogo di spostamenti migratori nei cambi di stagione.


Questa qui sotto sono io... 24 luglio 1998: il parco in parte lo abbiamo visitato a piedi, accompagnati da un ranger. La passeggiata è piacevole, sul nostro cammino incontriamo giraffe, gnu e bufali, il sentiero scelto è quello che passa sopra una piccola cascata. Una sosta per il pranzo al sacco e ripartiamo per il nostro game-drive: avvistiamo ippopotami, babbuini e dik-dik, la flora attorno è molto rigogliosa. Ad un certo punto siamo costretti a fermarci in quanto l'unica strada che porta al cratere di Ngurdoto è allagata. Minja (l'autista) non ha nessuna intenzione di passare perchè ha paura di rimanere impantanato. Andrea inizia a gettare sassi per verificare la reale profondità dell'acqua...Qui si pone il dilemma: giunti fino a qui che facciamo? Torniamo indietro o rischiamo?
"Hakuna Matata! Ora ci penso io!" Reazione mista a stupore e divertimento da parte dei miei compagni quando inizio ad immergermi fino alle ginocchia per verificare se possiamo passare... il viaggio continua!!!!!!!!


sabato 21 febbraio 2009

Il Baobab


"Il Parco del Tarangire è un altro magnifico parco e prende il nome dal fiume che lo attraversa, soprattutto durante la stagione secca il parco ospita numerosi animali: zebre, gnu, alcelafi, kudu minori, dik-dik, numerose specie di gazzelle, bufali, giraffe, felini quali ghepardi e leoni" ed é tra i parchi della Tanzania quello con la maggiore concentrazione di baobab".

"Il nome "baobab" verrebbe, secondo alcune fonti, dal senegalese , "albero di mille anni" (riferito alla leggendaria longevità della piante); secondo altri, sarebbe di derivazione araba, e significherebbe "frutto dai molti grani".
Il nome scientifico è un omaggio a Michel Adanson
, il naturalista ed esploratore francese che descrisse il baobab africano (Adansonia digitata). E' un albero caducifoglio con un grande tronco che può raggiungere anche un'altezza di 25 m (eccezionalmente 30 m) mentre il suo diametro può arrivare fino ai 7 m (eccezionalmente 11 m). E' famoso per la sua capacità d'immagazzinamento d'acqua riuscendo a contenerne fino 120.000 litri per resistere alle dure condizioni di siccità di alcune regioni. I rami, disposti a raggiera alla sommità dei tronchi, spogli durante la stagione secca si riempiono, per pochi mesi all'anno, di foglie composte palmate. Nell'epoca, temporalmente molto limitata, della fioritura esibiscono grandi fiori molto odorosi, che si schiudono la notte. I suoi frutti sono ovoidali con un pericarpo commestibile e un grosso seme reniforme. Le foglie sono usate come vegetale commestibile in tutte le aree di distribuzione del continente africano e sono mangiate sia fresche che sotto forma di polvere secca. In Nigeria, le foglie (kuka) vengono usate per produrre la zuppa di kuka. La polpa secca del frutto, dopo la separazione tra i semi e le fibre, viene direttamente mangiata o mescolata nel porridge o nel latte. I semi vengono utilizzati principalmente come addensante per le zuppe, ma possono anche essere fermentati in condimenti, arrostiti, per un consumo diretto, o tritati per estrarre olio vegetale. L'albero è anche una fonte di fibre, tinture e carburante. In Australia il baobab era usato dagli aborigeni come fonte di acqua e cibo, mentre le foglie erano utilizzate per scopi medici. I frutti venivano scolpiti e dipinti, per poi essere usati come ornamenti. Un baobab molto grande e vuoto a sud di Derby, nell'Australia Occidentale, fu usato negli anni '90 come camera di sicurezza per i prigionieri aborigeni diretti a Derby per la loro sentenza; questo "albero-prigione" esiste ancora ed è una meta turistica".

Il baobab è l'albero nazionale del Madagascar.
Lo sapevate che nel "Re Leone" il protagonista, Rafiki, ha la sua casa dentro un albero di baobab ? E che nel libro di Antoine de
Saint-Exupéry, "Il Piccolo Principe" è molto preoccupato perché il suo baobab crescendo gli occuperebbe gran parte del suo piccolo asteroide?

... oggi 25 luglio 1998 io ed il mio gruppo sostiamo per il nostro game-drive all'interno del Tarangire National Park, non avvistiamo tanti animali, solo elefanti e giraffe, dei leoni non c'è traccia, forse perché l'erba è troppo alta.
Insieme ai miei compagni facciamo sosta al view-point, il pranzo ci aspetta, qui per fortuna non ci sono ristoranti, ci mancherebbe! Il nostro stomaco è rimpinguato da gustosissime scatolette (saggiamente portate dall'Italia). Seduti all'ombra del grande baobab, mi estraneo e rifletto...il panorama è bellissimo da qui, ma ancora di più la sosta sotto questo baobab, lo osservo, ha una luce particolare, argentea...ed emana saggezza. In me
un profondo senso di pace, chissà quanti esseri umani sono passati da qui e quante cose ha visto, questo grandissimo albero, è protettivo e mi sento completamente a mio agio. I suoi rami sono spogli, ma muovendosi con il vento sono musica insieme ad il canto di numerose specie di uccelli che vi si posano per il consueto spuntino. Scopro solo ora che il baobab mi potrebbe insegnare tante cose, e che da adesso in poi lo porterò nel cuore...Africa, I'm calling you, cant'you hear me...



Ripartiamo con le jeeps per raggiungere il luogo dove pianteremo le nostre tende, ed una delle jeep si impantana

ma Minja e Goffrey, i nostri autisti, riescono a risolvere il problema...cena al sacco e poi tutti in discoteca, anzi, quasi mi meraviglio che ce ne sia una! L'accoglienza è al suono delle Spice-Girls, ma alla mia richiesta di ascoltare musica tipicamente africana l'atmosfera cambia completamente, ora sì, va molto meglio!










giovedì 19 febbraio 2009

Tanzania forever 1998


It was August 1998 when I arrived for the first time in Tanzania. First experience as a tour-guide, we were 13 people and I remember that I studied hard, because I did not want to get entirely unprepared in visiting a new country.

There were two unknowns: how could I manage to coordinate 12 heads never seen before? And as a tour leader could I succeed in moving in a land totally new for me? It’s not me that has to answer to this question, maybe my traveling companions can ... when I returned from that trip I was changed a lot ... actually after 3 months I came back again ... the call was like a magnet.


Era l'Agosto 1998 quando misi piede per la prima volta in Tanzania.
Prima esperienza come capogruppo, eravamo in 13 e mi ricordo che studiai tanto, perché non volevo arrivare in un paese nuovo del tutto impreparata.

C'erano due incognite: sarei stata brava a coordinare e gestire 12 teste mai viste e conosciute? E a muovermi come capogruppo in una terra del tutto nuova e sconosciuta? Non dovrei essere io a rispondere a questa domanda, magari se riesco a rintracciare i miei compagni di viaggio ve lo faccio raccontare da loro... so solo che da quel viaggio tornai molto cambiata...ed infatti dopo neanche tre mesi ci rimisi piede... il richiamo fu come una calamita.

Agosto 1998 … primera vez en Tanzania y primera experiencia como guìa turistica, eramos en 13 y recuerdo que estudié mucho porque no quería visitar a un nuevo país sin prepararme. Habìa dos incógnitas: hubiera sido capaz de coordinar 12 cabezas nunca vistas y conocidas antes? Y como un guìa para moverse en un terreno totalmente nuevo y desconocido? Yo no debería responder a esta pregunta sino mis compañeros de viaje si quieren ... al regresar de ese viaje he cambiado mucho y, de hecho, me pasó de volver despues de tres meses ... la llamada fuè como un imán.


"Considered the largest crater in the world, it covers an area of 265 klm and from the top of its walls you can admire a magnificent view of this natural amphitheater, a true paradise for animals. Ngorongoro in addition to natural wealth offers an unrivaled archaeological heritage thanks to Olduvai’s Gorge known as the "cradle of humanity." Here were found the remains of primitive men dating back some 175 million years ago and fossils of several animals of the stone age. "

"Considerato il più ampio cratere al mondo, copre una superficie di 265 kmq e dalla cima delle sue pareti si può ammirare una magnifica veduta di questo anfiteatro naturale, vero paradiso per gli animali. Ngorongoro oltre alle ricchezze naturali offre un’inimitabile patrimonio archeologico presente nelle Gole dell’Olduvai conosciute come “culla dell’umanità”. Qui vennero rinvenuti resti di uomini primitivi risalenti a circa 175 milioni di anni fa e svariati fossili di animali dell’età della pietra."

Le Gole di Olduvai

"Conocido como el cráter más grande del mundo, cubre un área de 265 kilómetros cuadrados y desde la parte superior de sus paredes se puede admirar una magnífica vista de este anfiteatro natural, un verdadero paraíso para los animales. Ngorongoro además de la riqueza natural ofrece un inigualable patrimonio arqueológico presente en la Quebrada del Olduvai conocida como la "cuna de la humanidad". Aquí se encontraron los restos de algunos hombres primitivos desde hace unos 175 millones de años y los fósiles de varios animales de la edad de la piedra ".

Si los ángeles hubieran fotografiado el Edén, las imágenes tomadas se parecerían a las del cráter del Ngorongoro.” Así se expresó Reinhard Künkel, autor de un libro sobre este apasionante rincón de Tanzania, un hermoso lugar que alberga miles de animales salvajes. Acompáñenos y disfrute de las vistas.

All that we had visited before reaching Ngorongoro, was beautiful yes, but “meaningless” if compared to the crater’s view from above: How could I imagine so many shades of green? Seemed to be in the surreal, where the silence was interrupted here and by the color of the rustling trees... until now I’ve always imagined Africa a vast expanse of savanna, all colours from yellow ocher to dark brown, but it was not! The green colour prevails here, interrupted only by the blue sky net stuff ... it’s hard to believe and hard to describe in words! And what about the game-driving inside the crater? The sightings of each species of animals including elephants, gnu, gazelles, impalas, hyenas and … 2 lions sleeping but awakened by strange "roars" of Massimo and then of the whole group, Italian People!... Even in a paradise such as this can disturb the tranquility of nature ...


Si los ángeles hubieran fotografiado el Edén, las imágenes tomadas se parecerían a las del cráter del Ngorongoro.” Así se expresó Reinhard Künkel, autor de un libro sobre este apasionante rincón de Tanzania, un hermoso lugar que alberga miles de animales salvajes. Acompáñenos y disfrute de las vistas.


Tutto ciò che avevamo visitato prima di raggiungere Ngorongoro, era bello, sì, ma di fronte alla vista del cratere dall'alto il resto perdeva di significato: non mi sarei mai immaginata di vedere tante sfumature di verde, sembrava di stare in un luogo surreale dove il silenzio veniva interrotto qua e là dal fruscio cromatico degli alberi... e dire che l'Africa me la immaginavo un'immensa distesa di savana, con colori dall'ocra al marrone scuro, ed invece no!!! Qui il verde prevale, interrotto solo dal colore blu netto del cielo... non facile da descrivere a parole! Per non parlare della discesa con le jeeps dentro il cratere: gli avvistamenti di ogni specie di animale tra cui elefanti, gnu, gazzelle, impala, iene e ...due leoni intenti a dormire ma svegliati dagli strani "ruggiti" prima di Massimo e poi di tutto il gruppo. Questi italiani... pure in un paradiso come questo riescono a disturbare la quiete della natura...

Todo lo que había visitado antes de llegar a Ngorongoro era hermoso sí, pero no tan lindo como la vista desde arriba del cráter: nunca hubiera imaginado de ver a tantos tonos de verte, parecía estar en un surreal desconocido, en donde el silencio està interrumpido de cada vez en cuando, por el ruido cromatico y colorado de los árboles ... me imaginaba a Africa una vasta extensión de sabanas, del color amarillo ocre hasta al color marrón oscuro, y que no! El verde prevalece aquí, y sólo se interrumpe por el azul del cielo ... y es tan dificil describirlo en palabras! Por no hablar de la bajada de jeeps en el interior del cráter: la observación de cada especie de animales, incluidos los elefantes, gnu, gacelas, impalas, hienas y 2 leones ... durmiendo pero despertados del extraño "ruge" antes de Massimo y despues de todo el grupo, ahi ahi los italianos! ... tambien en un paraíso tan hermoso como esto, pueden perturbar la tranquilidad de la naturaleza ...